Chiusura corso 2018

Il corso 2018 si è chiuso con tre giorni dal 27 al 29 luglio, tra cultura walser (Gressoney la Trinitè) e salita al Breithorn occidentale (4165mt).

La prima giornata è stata dedicata alla cultura walser visitando una casa rurale (museo walser di Gressoney la Trinitè), la seconda giornata è stata dedicata all’arrampicata, escursionismo (raggiungendo il rifugio Oriondè) e alla ferrata Valturnanche, e alle tecniche di salita su ghiaccio. L’ultima giornata è stata tutta per il Breithorn che rappresenta la prima salita di un 4000 per gli allievi, momento da sempre particolarmente ricco di emozioni.

Prima dei saluti c’è stato un momento di riflessione sul corso e un arrivederci ad ottobre, per la festa finale e consegna degli attestati.

foto di Alvaro: primo giorno – secondo giorno – terzo giorno

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Tre giorni nel gruppo del Catinaccio al cospetto delle Torri del Vajolet

Graziati anche dal meteo (solo di notte ha piovuto) il Corso con Arca di Como 2018 ha fatto tappa nelle Dolomiti del Gruppo Catinaccio, dal 13 al 15 Luglio pernottando presso il Rifugio Re Alberto (2621 mt)nel Parco Naturale dello Sciliar-Catinaccio (UNESCO), il tutto rispettando anche il tema del Corso 2018: “le minoranze etiniche delle Alpi”.

“Catinaccio” nasce dalla parola ladina “Ciadinàc”, che significa conca di montagna, detriti. Ancora oggi i Ladini, soprattutto della Val di Fassa, chiamano “la loro montagna” così.

La sua storia alpinistica e quella dei suoi rifugi, risale agli albori di questa nuova maniera di vivere la montagna e precisamente nel 1874, con la prima ascensione alla vetta prestigiosa compiuta dagli inglesi salendo dalla Val di Fassa; nel 1878 il sudtirolese Johann Santner scoprì l’acceso al “Gartl” lungo la gola ora percorsa dalla ferrata che ha preso il suo nome.
Nel 1910 si cominciò ad attrezzare con pioli di ferro e funi metalliche la gola del passo Santner per facilitare l’accesso alla conca del Vajolet, ove il fassano Marino Pederiva eresse nel 1929 una capanna in legno. La celebre guida alpina di Pera di Fassa, Tita Piaz, acquistò poi quel primo ricovero, e nel 1933 costruì la Gartlhütte o rifugio re Alberto 1° in omaggio al celebre re belga che compiva le sue scalate dolomitiche al fianco del “diavolo delle Dolomiti”.

Foto di Alvaro: primo giorno

Foto di Alvaro: secondo giorno

Foto di Alvaro: terzo giorno

 

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