Pranzo sociale. Ti aspettiamo

Carissimi/e tutti/e,

 anche quest’anno Alpiteam vuole festeggiare con tutti voi, preziosissimi amici, l’esito positivo dell’anno sociale, che ormai sta andando al suo termine, con il pranzo annuale.

Alpiteam vuole trascorrere e condividere con voi ancora del tempo e lo vuole fare il 02 dicembre alle 12.30 presso il Ristorante Tre Re di Costa Lambro (MB).

Oltre all’ottimo menù, ci saranno filmati, racconto di ricordi e testimonianze dei ragazzi della Comunità Arca di Como che hanno partecipato sia al corso di alpinismo che alla “cinque giorni in dolomiti“ con Passaggio Chiave. E qualche sorpresa….

Alpiteam si augura di tutto cuore di vedervi tutti/e con il desiderio di abbracciarvi e, possibilmente, parlare di futuro.

 

                                                                                         Gli Istruttori di alpiteam

 P.S.

Si prega di voler comunicare la vostra adesione entro il 25 novembre 2018 :

 Ristorante “Tre Re” – Viale Monte Sabotino, 3 – Costa Lambro di Carate Brianza – Quota partecipazione  € 38,00 –

Angelo Pozzi             cell. 335 8054028     pozzi.kocis@virgilio.it

Beppe Guzzeloni       cell. 329 0072356     beppe.guzz@libero.it

Giuliano Fabbrica      cell. 333 7099946     minicagi66@gmail.com

Alvaro Mariani          cell. 347 2458679     alvaenri@katamail,com

Iolanda Formenti       cell. 338 2381739      iolanda.formenti@fastwebnet.it

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Chiusura corso 2018

Il corso 2018 si è chiuso con tre giorni dal 27 al 29 luglio, tra cultura walser (Gressoney la Trinitè) e salita al Breithorn occidentale (4165mt).

La prima giornata è stata dedicata alla cultura walser visitando una casa rurale (museo walser di Gressoney la Trinitè), la seconda giornata è stata dedicata all’arrampicata, escursionismo (raggiungendo il rifugio Oriondè) e alla ferrata Valturnanche, e alle tecniche di salita su ghiaccio. L’ultima giornata è stata tutta per il Breithorn che rappresenta la prima salita di un 4000 per gli allievi, momento da sempre particolarmente ricco di emozioni.

Prima dei saluti c’è stato un momento di riflessione sul corso e un arrivederci ad ottobre, per la festa finale e consegna degli attestati.

foto di Alvaro: primo giorno – secondo giorno – terzo giorno

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Tre giorni nel gruppo del Catinaccio al cospetto delle Torri del Vajolet

Graziati anche dal meteo (solo di notte ha piovuto) il Corso con Arca di Como 2018 ha fatto tappa nelle Dolomiti del Gruppo Catinaccio, dal 13 al 15 Luglio pernottando presso il Rifugio Re Alberto (2621 mt)nel Parco Naturale dello Sciliar-Catinaccio (UNESCO), il tutto rispettando anche il tema del Corso 2018: “le minoranze etiniche delle Alpi”.

“Catinaccio” nasce dalla parola ladina “Ciadinàc”, che significa conca di montagna, detriti. Ancora oggi i Ladini, soprattutto della Val di Fassa, chiamano “la loro montagna” così.

La sua storia alpinistica e quella dei suoi rifugi, risale agli albori di questa nuova maniera di vivere la montagna e precisamente nel 1874, con la prima ascensione alla vetta prestigiosa compiuta dagli inglesi salendo dalla Val di Fassa; nel 1878 il sudtirolese Johann Santner scoprì l’acceso al “Gartl” lungo la gola ora percorsa dalla ferrata che ha preso il suo nome.
Nel 1910 si cominciò ad attrezzare con pioli di ferro e funi metalliche la gola del passo Santner per facilitare l’accesso alla conca del Vajolet, ove il fassano Marino Pederiva eresse nel 1929 una capanna in legno. La celebre guida alpina di Pera di Fassa, Tita Piaz, acquistò poi quel primo ricovero, e nel 1933 costruì la Gartlhütte o rifugio re Alberto 1° in omaggio al celebre re belga che compiva le sue scalate dolomitiche al fianco del “diavolo delle Dolomiti”.

Foto di Alvaro: primo giorno

Foto di Alvaro: secondo giorno

Foto di Alvaro: terzo giorno

 

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Verso un nuovo mattino. Enrico Camanni

Brani tratti dall’ultimo libro di Enrico Camanni “Verso un nuovo mattino. La montagna e il tramonto dell’utopia”

“… ho conosciuto molti ragazzi e molti uomini che avevano trovato nell’alpinismo il compenso al loro fallimento nella vita di ogni giorno. Uomini che avevano dato e che danno caparbiamente tutto se stessi alla montagna, con l’illusione di trovare un’affermazione che li ripaghi da tutte le frustrazioni. Alcuni si illudono di essere qualcuno, credono di essere importanti, solo perché nell’alpinismo hanno raggiunto il vertice. Ma se tu li trasporti in un altro ambiente, se li inserisci in un differente contesto sociale, allora li vedi incapaci di sostenere un dialogo qualsiasi …” (I falliti, di Gian Piero Motti)

Lo scalatore che impara a vivere come gli altri è un rivoluzionario, pensa Motti. non esiste alcuna superiorità in chi pratica l’alpinismo. La persona non si misura dalla temerarietà o dall’abilità di fuga, ma dalla sensibilità umana. Scappare in montagna è inutile perché la quotidianità prima o poi ti riprende e ti presenta il conto.

La cima delle montagne non sarebbe un male, di per sé, se gli alpinisti non fossero costretti a raggiungerla. Quante volte si sente dire che quel tale ha fallito perché non è arrivato in vetta! Quanti scalatori rischiano la pelle per salire in cima con il mal tempo, con il mal di pancia, con la voglia di tornare indietro! Non ci sarebbe niente di sbagliato a desiderare la cima se si fosse libero di non farlo. Sarebbe bello andarci un pò per caso, in un tiepido pomeriggio d’estate, quando il cielo si spalanca e le gambe dicono “proseguiamo”, e sarebbe ancora più bello non andarci se si è stanchi di salire, sazi di arrampicare, se il gioco è durato abbastanza. Perché giocando ci si diverte, diversamente si soffre.

(Enrico Camanni)

 

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Corso Arca 2018

Uscita di domenica 6 maggio. Ecco le belle parole che il nostro accompagnatore e fotografo Alvaro ha scritto su facebook:
….una bella giornata, con un po’ di sole….ideale per una salita da Pasturo al rifugio Pialeral , e, passando da San Calimero, discesa al rifugio Riva e rientro a Pasturo, mentre una parte del nostro gruppo era impegnato ad arrampicare alla Rocca di Baiedo, per la prima uscita del corso di alpinismo .

foto di Alvaro: escursione

foto: falesia

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