Pedagogia della montagna

Pedagogia della montagna, uno scritto del direttore dei corsi Beppe Guzzeloni.

  • Drogarsi consiste nell’assumere sostanze che alterano la coscienza e il corpo è la via attraverso il quale il soggetto accede ad una sensazione di forza, di estraneazione, di assolutezza e di totalità.
  • Drogarsi significa acquisire “un’ identità” con stili di vita, modi di essere e di relazionarsi condizionati dall’abuso.
  • Il lavoro educativo si basa sulla relazione e prospetta il passaggio dalla tossicomania ad un sintomo personale. Tale passaggio ne prevede un altro, complementare e non semplice nella sua attuazione. Il passaggio dal corpo alla parola.
  • Il tossicodipendente porta con sé la difficoltà a rappresentarsi con la parola. E solamente se coglie nella parola, propria e dell’altro, una possibile alternativa alla droga che quell’identità che si è costruita, può essere messa in discussione.
  • Il percorso di cura e di apprendimento consiste nel vivere l’esperienza, della soggettività che si “tuffa” nell’oggettività della realtà e da questa trasformata. Consiste, inoltre, nell’accompagnare il tossicodipendente sulla strada di una rappresentazione di sé non più frutto della costruzione sociale (stigma), ma della consapevolezza che “ho dei problemi”.
  • Questo è possibile solo se vi è rielaborazione del ricordo e dell’agito. Spesso il ricordo viene rimosso, ma viene agito (sintomo). La tossicodipendenza è l’agito del rimosso, il sintomo di una sofferenza.

 

E l’andare in  Montagna?

 E’ lo ( o uno degli spazi) spazio e luogo (ambiente naturale ed umano) in cui il corpo può viversi e sperimentarsi. Un luogo particolare dove vivere l’opportunità di darsi un tempo per sé, con gli altri o da solo, in cui poter prendere contatto con se stessi. E’ l’opportunità di cominciare a “scoprirsi” attraverso la conoscenza di un ambiente naturale ed umano, mediante azioni, esperienze ( cammino, arrampicata…) che, se accompagnati nell’elaborazione del vissuto, aiutano ad aprirsi a se stessi e alla propria rappresentazione, “del chi sono io”. L’andare in montagna è uno stato mentale, una dimensione esistenziale, luogo delle piccole e grandi domande, specchio della propria coscienza. L’aspetto pedagogico, però, non è solamente fare delle attività in montagna, magari in modo consumistico, ma è quello di aiutare a vivere la montagna come luogo da rispettare, conoscere e difendere. La montagna è il luogo in cui natura e cultura, uomo e paesaggio, convivono nella ricerca del proprio equilibrio. Non vado in montagna per rischiare, ma imparo ad affrontare e gestire il rischio poiché è insito dell’ambiente.

 

Per pedagogia della montagna si intende la costruzione intenzionale di un setting, di un dispositivo emotivo, formativo ed educativo che ha come obiettivo la cura di sé, che investe  la vita interiore del soggetto e ne promuove la crescita personale. Tale processo si svolge, cresce e matura nel contesto alpino come luogo in cui natura e cultura, uomo e paesaggio, convivono nella ricerca del proprio equilibrio. Ciò può avvenire solo se “si fa esistere” la montagna non solo come spazio naturale (geologico, botanico e zoologico) ma dalle invenzioni estetiche, dalle metafore e dalle simbologie umane. La montagna come luogo di espressione educativa intesa come possibilità di elevazione oltre che fisica (rappresentazione corrispondente ai propri bisogni) soprattutto spirituale. E’ nel rapporto, nella relazione, nell’apertura consapevole e responsabile tra soggetto e ambiente alpino che possono crearsi  le opportunità di recupero di potenzialità e risorse personali. E’ un processo che mi porta a “sentirmi parte” dell’ambiente alpino. ”Sentire e avere la montagna dentro” è un lungo cammino fatto di motivazione,  esperienze e conoscenza: trovare il senso di camminarla, arrampicarla, guardarla e osservarla comunque ( imparare un territorio). E’ il significato di andare in montagna, al di là della mete, delle motivazioni. Basta andarci. Toccare un appiglio, allacciarsi i ramponi, osservare degli stambecchi o intuire i movimenti di una marmotta, alzarsi all’alba, avere paura di attraversare un crepaccio, godere del vento….Provare l’impotenza davanti ad una montagna e alla sua sacralità è una sensazione di bellezza e stupore, di elevazione , di paura e di interrogativi.  La montagna stimola l’istinto: i sensi sono cardini per la ragione, la conoscenza e la memoria. Il camminare, l’alpinismo, l’arrampicare devono diventare azioni consapevoli di conoscenza di sé e dell’ambiente in cui si svolgono tali attività. La conoscenza di sé (limiti, scoperta di emozioni, espressione del corpo, scoperta di possibilità proprie….), l’apprendimento di una tecnica, l’esperienza della frequentazione della montagna  diventano luoghi di cura nella misura in cui “ mi occupo” anche di tutelare lo spazio che mi offre l’opportunità di cambiamento sia dal punto di vista della salute che di crescita umana e sociale. La cura di sé è imprescindibile dalla cura dell’ambiente alpino. La valenza pedagogica nel promuovere una relazione responsabile tra soggetto e ambiente alpino, offre la possibilità di incrementare la partecipazione alla vita sociale e ad una maggior consapevolezza che “la patologia” non annulla il poter esprimere la propria “cittadinanza”.

 

Alcuni obiettivi educativi

Processo di apprendimento e miglioramento del funzionamento cognitivo

Migliorare le capacità di socializzare

Attenzione all’altro

Superare lo stigma

Dare senso alla fatica

Capacità di adattamento

Acquisire e migliorare competenze

Dare senso alla rinuncia, accettare” Il no”

Dare senso al rischio e al coraggio

Passare dall’agire al pensare

Accettazione di sé

Controllo dell’ansia e dell’impulsività

Autonomia e interdipendenza

Coerenza e continuità

Scegliere e valutare

Saper attendere e dare senso al tempo

 

In sintesi

L’andare in montagna ( nelle sue varie espressioni) è una scelta personale e ha una valenza pedagogica (paradigma) perché:

  • È opportunità di recupero di potenzialità e risorse personali ( offuscate dall’abuso)
  • E’ opportunità di tradurre l’agire in parola ( vivo e dico ciò che sento, penso..)
  • Interazione con un ambiente particolare ( conoscenza)
  • Opportunità “politica” di partecipazione ( rispetto ambiente e impegno per la sua salvaguardia)
  • Acquisizione di una propria “visione” del mondo

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Passaggio Chiave: presentazione programma 2019

Alla scoperta della montagna per scoprire se stessi”: il gruppo Passaggio Chiave presenta il suo programma di uscite nell’ambito della montagnaterapia

Aiutare le persone a scoprire nuovi orizzonti e costruire progetti di vita.

Lunedì 25 febbraio dalle 17 alle 20, presso la sezione CAI di Bovisio Masciago (MB), il gruppo Passaggio Chiave presenterà ufficialmente al pubblico il proprio programma di uscite in montagna che avranno luogo principalmente in Lombardia “sconfinando” in qualche occasione anche in Piemonte e in Liguria.

Il gruppo Passaggio Chiave è una rete per la montagnaterapia che utilizza l’escursionismo e le scalate come strumento pedagogico nel percorso terapeutico di persone con problemi di dipendenza. Tra gli enti che vi fanno parte, oltre ad Alpiteam (scuola di alpinismo lombarda), figurano Arca di Como, Dianova Onlus, ATS Brianza, U.O. Dipendenze ASST Monza, Comunità Il Molino, Comunità Il Progetto, U.O. Alcologia e Nuove Dipendenze di Vimercate, U.O.C. Servizi Dipendenze ASST Rhodense, U.O. ASST Santi Paolo e Carlo, U.O.C. Rete Dipendenze ASST Lecco e Cooperativa Sociale Solaris.

Nel corso della serata dal titolo “Alla scoperta della montagna per scoprire se stessi”, un operatore del gruppo Passaggio Chiave presenterà le attività e i servizi della rete, mentre un utente racconterà in prima persona l’esperienza vissuta in una delle uscite degli anni passati. È inoltre previsto un rinfresco per tutti i presenti.

Il programma 2019 è stato strutturato alternando uscite semplici e un po’ più impegnative, proponendo in alcuni casi un “doppio binario”, ovvero un punto di arrivo intermedio raggiungibile con maggior facilità rispetto all’obiettivo “finale”, in modo da poter consentire ad un maggior numero di persone la partecipazione, dividendo il gruppo che si riunirebbe poi al termine dell’escursione. Saranno inoltre a disposizione diverse strutture di arrampicata tra cui la palestra del CAI di Bovisio Masciago, la parete di arrampicata della Comunità Dianova di Garbagnate Milanese e la Sala boulder della Comunità Il Molino.

Alla serata di presentazione sono stati invitati il Presidente Generale del CAI Vincenzo Torti, il Presidente Regionale del CAI Renato Aggio, il Presidente della Sezione CAI di Bovisio Masciago Gianpaolo Monti, i Direttore Generale delle ATS e ASST partecipanti ed un rappresentante degli enti che gestiscono i servizi residenziali per le dipendenze.

L’evento, per concludere, sarà senz’altro un’importante occasione per creare sinergie sul territorio e dare nuove prospettive a tutti quegli enti che hanno in comune la montagna come scenario educativo dove vivere un’esperienza di cura e riabilitazione, proponendo un concetto diverso di inclusione in cui ogni abilità dei singoli concorre al risultato finale del gruppo.

Per informazioni: Massimo Dorini, 335 325692, mdorini@asst-rhodense.it

volantino: invito passaggio chiave

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Progetto scientifico-umanitario in Bolivia

Sostieni anche tu il progetto scientifico-umanitario in Bolivia del Servizio Glaciologico Lombardo.

I fondi raccolti con questo crowdfunding saranno impiegati :

  • nell’acquisto di costose attrezzature scientifiche ed alpinistiche, per l’effettuazione dei rilievi, che verranno donati alla Missione
  • Per il sostegno delle attività scolastiche della scuola di Alto Cruz Pampa
  • per il compenso di portatori, cuochi, guide, artigiani.
  • per l’istituzione di una borsa di studio in Italia rivolta ad uno degli studenti più meritevoli

ecco come fare, clicca su:  BUONA CAUSA

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Pranzo sociale. Ti aspettiamo

Carissimi/e tutti/e,

 anche quest’anno Alpiteam vuole festeggiare con tutti voi, preziosissimi amici, l’esito positivo dell’anno sociale, che ormai sta andando al suo termine, con il pranzo annuale.

Alpiteam vuole trascorrere e condividere con voi ancora del tempo e lo vuole fare il 02 dicembre alle 12.30 presso il Ristorante Tre Re di Costa Lambro (MB).

Oltre all’ottimo menù, ci saranno filmati, racconto di ricordi e testimonianze dei ragazzi della Comunità Arca di Como che hanno partecipato sia al corso di alpinismo che alla “cinque giorni in dolomiti“ con Passaggio Chiave. E qualche sorpresa….

Alpiteam si augura di tutto cuore di vedervi tutti/e con il desiderio di abbracciarvi e, possibilmente, parlare di futuro.

 

                                                                                         Gli Istruttori di alpiteam

 P.S.

Si prega di voler comunicare la vostra adesione entro il 25 novembre 2018 :

 Ristorante “Tre Re” – Viale Monte Sabotino, 3 – Costa Lambro di Carate Brianza – Quota partecipazione  € 38,00 –

Angelo Pozzi             cell. 335 8054028     pozzi.kocis@virgilio.it

Beppe Guzzeloni       cell. 329 0072356     beppe.guzz@libero.it

Giuliano Fabbrica      cell. 333 7099946     minicagi66@gmail.com

Alvaro Mariani          cell. 347 2458679     alvaenri@katamail,com

Iolanda Formenti       cell. 338 2381739      iolanda.formenti@fastwebnet.it

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Sentieri di guerra, sentieri di pace. Primo giorno.

Lunedì 17 settembre, come previsto, la rete Passaggio Chiave è partita per la 5 giorni in Dolomiti.

Prima tappa raggiunta: Rifugio Antonio Berti, situato a mt.1950 nel gruppo del Popera, patrimonio naturale dell’Unesco, al margine dell’omonimo vallone nel comune di Comelico Superiore in provincia di Belluno.

Inaugurato nel 1962, è dedicato al grande alpinista Antonio Berti “Cantore delle Crode” che ha esplorato e descritto dettagliatamente le Dolomiti Orientali.

Foto: Primo giorno

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